Backup su cloud oltre Google One: alternative e strategie per i tuoi dati Android

Pubblicato il 13/07/2026 Android

Google One va benissimo finché i tuoi 15 GB gratuiti (condivisi tra Gmail, Drive e foto) bastano, o finché sei disposto a pagare un abbonamento mensile per averne di più. Ma affidare tutti i backup a un solo fornitore, con un solo account, è comunque un punto singolo di fallimento: se perdi l'accesso all'account, se cambi ecosistema o se semplicemente vuoi tenere certi dati fuori dai server di terzi, serve una strategia diversa. Vediamo alternative concrete e come combinarle.

Cosa fa davvero il backup di Android integrato

Il backup automatico di Android (in Impostazioni > Sistema > Backup) salva su Google Drive: impostazioni di sistema, elenco app installate, dati di alcune app che lo consentono, foto e video (se hai attivato il backup di Google Foto) e, sui Pixel e alcuni altri produttori, anche un backup più completo dei dati app tramite il servizio di backup di Android. È comodo, ma resta legato a un unico account Google: se lo perdi o lo elimini, perdi anche l'accesso diretto ai backup collegati.

Strategia 1: backup locale su NAS o PC di casa

Un NAS domestico (Synology, QNAP, o anche un semplice server Samba su Raspberry Pi) ti dà un secondo punto di backup che non dipende da nessun account cloud esterno. Le app più utili per questo scenario:

  • Syncthing: sincronizzazione peer-to-peer senza server centrale; la cartella Camera del telefono si sincronizza automaticamente col NAS o col PC appena sono sulla stessa rete (o anche da remoto, con relay).
  • FolderSync o Autosync: app dedicate alla sincronizzazione programmata di cartelle specifiche verso condivisioni SMB, WebDAV o FTP.
  • App del NAS stesso (es. Synology Photos, QNAP Qfile): spesso offrono già un client Android con backup automatico delle foto verso lo storage NAS, con interfaccia simile a Google Foto.

Il vantaggio del backup locale è la velocità (rete domestica, nessun limite di banda) e il controllo totale sui dati; lo svantaggio è che non ti protegge da un incendio, un furto in casa o un guasto hardware che colpisce contemporaneamente telefono e NAS. Per questo va sempre affiancato a una copia fuori sede.

Strategia 2: cloud personale su server proprio

Se vuoi il controllo di un NAS ma con accesso da remoto strutturato come un vero servizio cloud, valuta:

  • Nextcloud: installabile su un NAS, un VPS o anche un Raspberry Pi, offre un'app Android con backup automatico di foto e video, oltre a sincronizzazione di file e contatti/calendari via CalDAV/CardDAV.
  • Immich: alternativa più recente pensata specificamente per sostituire Google Foto in self-hosting, con riconoscimento volti e ricerca, gestibile via Docker su qualunque macchina abbastanza potente.

Questi servizi richiedono un minimo di manutenzione (aggiornamenti, backup del backup, esposizione sicura verso internet se vuoi l'accesso da fuori casa), ma tolgono completamente la dipendenza da un fornitore commerciale per i dati più sensibili.

Strategia 3: provider cloud alternativi

Se preferisci restare su un servizio gestito ma vuoi uscire dall'ecosistema Google, le alternative principali offrono tutte un'app Android con backup foto automatico:

  • Proton Drive: cifratura end-to-end di default, buona scelta se la priorità è la privacy.
  • iCloud per Android: utile solo se hai già altri dispositivi Apple in famiglia.
  • Dropbox e Microsoft OneDrive: maturi, con buona integrazione con backup automatico delle foto e piani con più spazio a prezzi competitivi rispetto a Google One in alcune fasce.

Sincronizzazione selettiva: la parte che spesso si dimentica

Fare backup di tutto indiscriminatamente è comodo ma inefficiente: finisci per pagare spazio cloud per screenshot temporanei, foto sfocate doppie o cartelle di download. Quasi tutte le app citate sopra permettono la sincronizzazione selettiva:

  • escludi le cartelle "Screenshot", "WhatsApp Images" e "Download" dal backup automatico delle foto, tenendo solo la cartella Camera;
  • usa regole basate su Wi-Fi per i backup pesanti (video 4K), così non consumi dati mobili né batteria in mobilità;
  • imposta ritenzione differenziata: le foto della fotocamera in backup permanente, i file di lavoro temporanei con scadenza automatica dopo la sincronizzazione.

Una strategia combinata ragionevole

Per la maggior parte degli utenti una configurazione solida è: backup locale continuo su NAS di casa (via Syncthing o l'app nativa del NAS) come prima linea veloce e gratuita, più un secondo backup su un cloud esterno (self-hosted come Nextcloud/Immich, oppure un provider come Proton Drive) per la copia fuori sede. Google One può restare come terzo livello per i soli dati legati strettamente all'account Google (Gmail, contatti, impostazioni di sistema), senza essere l'unico posto dove vivono le tue foto.

La regola generale del backup — almeno due copie, su supporti diversi, con almeno una copia fuori sede — vale per uno smartphone esattamente come per un server: nessun singolo fornitore, per quanto comodo, dovrebbe essere l'unico custode dei tuoi dati.